L'India dei Rajput | Museo d’Arte Orientale
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MAO

L'India dei Rajput

da 3 Dicembre 2009 a 6 Giugno 2010

"L’INDIA DEI RĀJPŪT Miniature dalla collezione Ducrot"

MAO-Museo d’Arte Orientale
Via San Domenico 11 - Torino
 

12 marzo - 6 giugno 2010

A poco più di un anno dall’apertura al pubblico, il MAO-Museo d’Arte Orientale di Torino propone per la prima volta una mostra temporanea che viene dedicata alla collezione di miniature indiane della Collezione Ducrot.  

La collezione Ducrot comprende circa duecentocinquanta miniature indiane (si tratta in realtà di dipinti a tempera su carta di varie dimensioni), appartenenti in larga misura alle scuole pittoriche del Rajasthan, dei principati delle colline prehimalayane (pitture Pahāṛi) e dell’India centrale (Malwa). La collezione include anche un numero limitato di miniature Mugal e Deccani.   

La mostra, una selezione di circa centocinquanta opere, intende presentare una panoramica degli stili e dei temi iconografici della produzione pittorica su carta che si sviluppò nell’area nord-occidentale e centrale del sub-continente indiano tra il XVII e il XIX secolo, periodo in cui alla grande potenza dell’impero musulmano Mugal si contrappose la fiera resistenza dei principi indiani Rājpūt. I Rājpūt sono clan invasori di origine Eftalita (Unni Bianchi), migrati in India dall’Asia centrale nel V-VI secolo e riconosciuti in seguito come casta guerriera dell’induismo. A partire dal XII secolo, con le ripetute invasioni di eserciti mussulmani (arabi, turchi, afghani, turco-mongoli), i sovrani Rājpūt si ritirarono nel Rajasthan, nelle colline prospicienti l’Himalaya e nelle giungle dell’India centrale, fondando diversi principati di tipo feudale che non riuscirono mai a creare un fronte comune nei confronti dell’invasore islamico. I Rājpūt seguivano un rigido codice cavalleresco basato sulla fierezza, sull’audacia in battaglia e sull’onore. Oltre alla guerra e alla caccia, la cultura Rājpūt presenta un carattere romantico e passionale che si manifesta nell’attenzione per la musica, le arti, l’amore idealizzato e la devozione religiosa. Fieri oppositori dell’impero Mugal, i Rājput, nel corso dei secoli, furono conquistati militarmente dalla grande potenza musulmana, perdendo la loro indipendenza ma mantenendo posizioni di rilievo nell’esercito, nell’amministrazione e nella vita di corte.   
La pittura Rājpūt, erede della tradizione religiosa dei manoscritti miniati, mantiene un carattere profondamente indiano nella concezione e nella scelta dei temi iconografici, all’interno tuttavia di una ricerca che vede nella dialettica con l’estetica Mugal, già debitrice nei confronti della pittura persiana, uno dei punti di maggiore rilievo. L’incontro tra i due ambiti culturali si esplicita in un proficuo scambio tra il carattere raffinato della pittura islamica e la vivacità del tratto e dei colori delle raffigurazioni Rājpūt. Le miniature, caratterizzate da un tratto netto che delinea le figure, da una campitura piena nella stesura del colore e da una prospettiva che non si cura della coerenza nella resa spaziale, presentano diverse interpretazioni stilistiche frutto della sensibilità peculiare di ogni scuola locale, ben documentate nella collezione Ducrot.   Fra i temi iconografici più antichi rappresentati nella produzione pittorica delle corti Rājpūt si trovano le raccolte di illustrazioni di Rāgamālā, scene figurate che descrivono i modi musicali indiani, e le miniature che si ispirano alla tradizione religiosa hindū, con la raffigurazione di testi letterari e poetici, tra i quali spiccano le gesta epiche narrate nel Mahābhārata e Rāmāyana o i racconti mitici, in particolare gli amori di Kṛṣṇa con Rādhā e con le pastorelle (gopī). Parte importante della produzione pittorica Rājpūt riguarda tuttavia aspetti della vita di corte, con ritratti (anche di animali come i cavalli e gli elefanti), scene di caccia, processioni, cerimonie religiose e pitture erotiche.   Il catalogo della mostra, edito da Skira è curato da Claudia Ramasso e contiene testi di: Vicky Ducrot, Claudia Ramasso, Isabella Nardi, Roberto Perinu e Stefano Piano.    

Sono disponibili le immagini in alta risoluzione iscrivendosi nella zona Press/ufficio stampa del sito www.maotorino.it oppure www.fondazionetorinomusei.it            

Orario: martedì-domenica 10-18, chiuso lunedì. La biglietteria chiude un’ora prima
Ingressi:
€ 7,50 ridotto € 6,00
Informazioni per il pubblico:
011 4436927  
Siti Internet
: www.maotorino.it e www.fondazionetorinomusei.it  

Ufficio Stampa: Daniela Matteu - Tanja Gentilini               
tel. 011 4429523
e-mail daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it; ufficio.stampa@fondazionetorinomusei.it  

MAO / Informazioni

Orari

Da martedì a venerdì dalle 10 alle 18
Sabato e domenica dalle 11 alle 19

CHIUSO IL LUNEDÌ
La biglietteria chiude un'ora prima.

In caso di eventi straordinari, notti bianche, festività, gli orari possono subire variazioni. 
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Biglietti

Collezioni permanenti
Intero: € 10
Ridotto: € 8
Gratuito: minori 18 anni, Abbonamento Musei Torino, Torino + Piemonte card

Il primo martedì del mese, non festivo, l'ingresso è gratuito per tutti.
Le tariffe possono subire variazioni in presenza di mostre temporaneee.

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