ATTIVITA' PER FAMIGLIE legate alla mostra NINJA E SAMURAI. Magia ed Estetica

Domenica 14 gennaio 2018 ore 16.00 e ore 17.30
Kamon, il segno del guerriero

Il percorso in mostra accompagna adulti e bambini alla scoperta dei ninja, leggendari guerrieri ombra e dell’affascinante figura del samurai, il guerriero giapponese più conosciuto. A seguire, in laboratorio si realizzerà a sbalzo su lastrine metalliche un kamon, stemma di famiglia spesso raffigurato su armi, armature e oggetti d’arte. Età consigliata: da 7 anni in su.

Domenica 28 gennaio 2018 ore 16.00
Armi Ninja e samurai in mostra

Il percorso in mostra accompagna adulti e bambini alla scoperta dei ninja, leggendari guerrieri ombra e dell’affascinante figura del samurai, il guerriero giapponese più conosciuto. L’appuntamento si conclude con un laboratorio di origami, nel quale ogni partecipante potrà realizzare con la carta un elmo samurai o uno shuriken ninja Età consigliata: da 5 anni in su

Costo: bambini € 7 per l’attività; adulti ingresso ridotto alla mostra (gratuito con Carta Musei) Prenotazione consigliata t. 011.4436999 entro le ore 15.00 del venerdì precedente

WOMEN IN BALI. Mostra fotografica di Bruna Rotunno PROROGATA

MOSTRA PROROGATA fino al 24 settembre 2017

a cura di Gigliola Foschi in collaborazione con MAO Museo d’Arte Orientale

WOMEN IN BALI è un progetto fotografico tra arte e reportage, un viaggio per immagini nel cuore di Bali e un omaggio all’energia di tutte le donne che vi abitano. Bruna Rotunno racconta l’universo femminile e la potenza creatrice della natura, nell’isola dove l’acqua è ancora venerata come sacra origine della vita e come elemento di purificazione.
La mostra è realizzata in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Torino, il più giovane e tra i maggiori in Europa per la conoscenza e lo studio dell’arte orientale, che da tempo ha avviato un programma di mostre temporanee per approfondire tematiche che non sono presenti nelle esposizioni permanenti e per presentare al pubblico altri aspetti della straordinaria ricchezza e originalità delle culture orientali. Il MAO quindi, oltre a essere un importante istituto culturale per la conoscenza dell’arte orientale vuole rappresentare per il pubblico italiano ed europeo una finestra sull’affascinante e complesso mondo delle culture dell’Asia.
In questo lavoro durato 8 anni – nato da una grande attrazione per l’isola, visitata per la prima volta 20 anni fa – la fotografa ha costruito un racconto per immagini, dove ogni gesto e ogni personaggio traduce l’essenza di un luogo unico, caratterizzato da una costante armonia. Partendo dalla mitologia balinese, fondata sul culto dell’acqua – la Holy Water, la Grande Madre, simbolo di creazione e purificazione – nelle fotografie viene così mostrato il fluire del lato femminile dell’isola. A esso si lega il sacro, il rito, la creatività, l’arte, la musica e la danza, raccontati attraverso i gesti quotidiani delle donne balinesi. Sono loro le artefici delle offerte e dei fantastici addobbi sacri, creati per attrarre l’attenzione e la benevolenza delle divinità. In questa ‘isola teatro’ – come viene definita Bali – dove la bellezza si rivela una qualità fondamentale della vita, le donne si muovono con grazia ed eleganza, danzano e lavorano in un universo dove anche le risaie, le lussureggianti piante tropicali e le pietre sono animate dalla Shakti, l’energia divina femminile.
Oltre a offrirci un racconto di vita sulle donne balinesi, Bruna Rotunno ha concentrato la sua attenzione sulle tante donne straniere che, attratte dalla bellezza e dalla spiritualità dell’isola, hanno deciso di stabilirvisi per creare una nuova comunità femminile e sviluppare progetti di natura etica, sociale, artistica ed educativa, spesso all’insegna dell’eco-femminismo e della sostenibilità. Tra le tante, l’americana Robin Lim, con la sua Bumi Schat Foundation, che ha aiutato a far nascere più di 5000 bambini, riducendo l’alto tasso di mortalità. L’indonesiana Sri Adnayani Oka ha fondato una banca di microcredito
per aiutare i poveri, l’irlandese Nattalia Sinclaire che ha aperto sull’isola una scuola Montessori e l’inglese Mary Northmore che, con la sua non-profit Smile Foundation, finanzia operazioni per correggere malformazioni congenite nei bambini.
«Bali è un’isola viva che ha sempre suscitato in me emozioni contrastanti – afferma la fotografa Bruna Rotunno – stimolate dalla sua luce fluida e mutevole, da una ritualità fatta di gesti che rendono visibile l’invisibile e soprattutto da una bellezza diffusa che riflette un’armonia in continuo divenire. Nel corso del tempo ho incontrato tante donne, sia balinesi sia provenienti da altre parti del mondo, che sull’isola hanno avviato importanti progetti artistici, etici e sociali. Attraverso i loro ritratti ho cercato di coglierne l’essenza, raccontando la forza dell’energia femminile simboleggiata dall’acqua, veicolo di memorie antiche e strumento di guarigione. Le immagini sfiorano la quotidianità di un luogo in cui tutto è sacro e dove la potenza creatrice della natura risuona con l’energia creativa presente in ognuno di noi, rendendo più lucidi e realizzabili i nostri sogni. Questo progetto vuole essere un omaggio all’isola e a tutte le donne che la abitano».
Il percorso espositivo è composto da 80 fotografie e da uno short movie su Bali girato dall’autrice, The Island of Healing. Completano la mostra un gruppo di piccole sculture in legno femminili degli anni Cinquanta e alcuni oggetti legati alla cultura di Bali, prestito della collezione Mariangela Faradella (Milano).
La mostra, inaugurata nel 2016 al Museo India Habitat Centre di New Delhi, dopo il MAO di Torino verrà presentata a Parigi.
La ricerca di Bruna Rotunno è stata raccolta in un importante volume Women in Bali (pubblicato da Silvana Editoriale), che conta più di 150 fotografie, accompagnate dai testi di Anita Lococo, americana residente da 35 anni nell’isola, e dalla scrittrice balinese Cok Sawitri.

L'ingresso alla mostra è compreso nel biglietto del Museo.

 

BRUNA ROTUNNO
Bruna Rotunno vive tra l’Europa e l’Asia. La sua pratica artistica include la fotografia e il video. La sua produzione si sviluppa anche in progetti di ampio respiro basati su narrazioni dove la sensibilità e l’empatia visiva si coniuga con l’immediatezza del reportage. I suoi lavori sono stati pubblicati su Vogue, Muse, Shon, Twill, etc. Il lavoro Shanghai 24h è stato esposto alla Triennale Bovisa (2010). Ha inoltre partecipato alla mostra 60 Grandi Fotografi 60 grandi Architetti presso lo Spazio Marini Light (Milano, 2015). Il suo short film Sultan Dream è stato presentato alla Biennale di Venezia nel 2015. Tra i riconoscimenti ottenuti: la menzione d’onore al Tokyo International Foto Awards (2016), il Silver Award al Prix de la Photographie di Parigi (2016). Oltre a Women in Bali, ha pubblicato: The Queen of the Andes (Skira, 2102), The Lotus Flower (Skira, 2010), The Long Journey of excellence (Skira, 2008), Etno Folk in Cortina (Renografica, 2007).
www.brunarotunno.com

MAIN SPONSOR:

small_logo_0.png

SPONSOR TECNICI:

banda loghi.jpg

MEDIA PARTNER:

RMC_logo_Pay_singolo rosa copia.jpg

Torino Spiritualità al MAO

Il MAO è felice di collaborare alla XII edizione di Torino Spiritualità.

Querst'anno, per mettere sotto osservazione il concetto di umano, Torino Spiritualità sceglie di cambiare lente e di cercare un occhio che ci permetta di osservarci “di sponda”. Quest’occhio è l’occhio animale.

Per INFO e PRENOTAZIONI

t. 011.4326827

CALENDARIO appuntamenti al MAO:

29 settembre ore 17.30

PIÙ E SACRO DOVE PIÙ ANIMALE E IL MONDO: LE DIECI ICONE DEL BUE

REV. ELENA SEISHIN VIVIANI

Quando ci si è distaccati da mente e corpo e non si desiderano più fama e lucro, quando si è diventati come gli uccelli che cantano sugli alberi, allora tutte le attività della vita diventano pratica. Quando non vi è più distinzione tra sacro e profano, tra meditazione e vita, tra vantaggio e svantaggio, ogni gesto è allora strumento per apprendere la Via. È «imparare ad allevare un bue».

 

30 settembre ore 17.30

ANIMALI UMANI, ANIMALI DIVINI NELL’INDIA ANTICA

GIULIANO BOCCALI

Secondo un inno del Rigveda tutta la manifestazione è fatta di una sola sostanza. Diversamente dalla concezione biblica, dunque, non esistono in India differenze sostanziali fra dèi, uomini e animali. Su questo sacro principio si sviluppa un immaginario animale ricchissimo: animali-veicolo compagni delle divinità, scene d’amore tra elefanti, cervi, oche fulve e pappagalli, raffronti sensuali fra corpi umani e fattezze animali, fino alla vicenda straordinaria del maestro spirituale Ramana Maharshi, che accompagna una mucca alla liberazione, culmine della realizzazione spirituale. A dare vita alle parole udite e alle immagini evocate, le danze nei classici stili bharata natya e kuchipudi, linguaggi artistici strettamente codificati ma universalmente comprensibili. danze SVAMINI ATMANANDA GHIRI

 

1 ottobre ore 11.30

VITELLI D’ORO E TESTE D’ELEFANTE

USO SIMBOLICO E MITOLOGICO DEGLI ANIMALI NEL VICINO ORIENTE E IN INDIA

ALESSANDRO MENGOZZI, GIANNI PELLEGRINI

Tanto nelle culture del vicino Oriente quanto in quelle dell’Asia Meridionale, gli animali hanno rappresentato e rappresentano non solo se stessi, ma anche simboli, concetti, istinti, modi dell’essere e molto ancora. Talvolta essi sono un alter-ego degli esseri umani, talaltra la loro stessa antitesi, e sono spesso associati al mondo delle divinità. In questo intervento si indagano alcuni momenti dell’uso culturale degli animali da parte dell’uomo nel Vicino Oriente e in India, cercando possibili somiglianze e differenze tra i due universi culturali.

 

2 ottobre ore 10.30 – 13.00

GLI ANIMALI DELLO ZODIACO CINESE. Laboratorio di Shodo, calligrafia giapponese

DARIELLA SHAUN SO GALLO Introduce Fabrizio Bonanomi

La parola Shodo si compone di due ideogrammi: sho, scrittura, e do, via, ricerca. Shodo è dunque il “Sentiero della scrittura”, inteso come espressione ed esercizio della ricerca di sé. Per introdursi in quest’arte e assimilarne lo spirito bisogna farsi modesti, rinunciare a ego, impazienza e presunzione, disponendosi a una comprensione silenziosa. Un laboratorio esperienziale in cui la calligrafia giapponese incontra gli animali dello zodiaco cinese, per trovare nella realtà la forma che meglio possa rappresentarla.
prenotazione obbligatoria + 39 334 1809224; ingresso singolo incontro € 12; ridotto Amici di Torino Spiritualità (posti limitati) € 8

 

2 ottobre ore 17

GLI ANIMALI E IL CALIFFATO

SAMUELA PAGANI

Come racconta il Corano, l’investitura di Adamo come “rappresentante di Dio sulla terra” ha suscitato sin dal principio la perplessità degli angeli: «Vuoi metter sulla terra chi vi porterà la corruzione e spargerà il sangue, mentre noi cantiamo le Tue lodi ed esaltiamo la Tua santità?». Nella letteratura araba, però, la più eloquente contestazione della sovranità dell’uomo viene dal basso, ed è articolata dagli animali. I più umili fra i viventi, che tuttavia, come gli angeli, adorano Dio e cantano le sue lodi, pongono interrogativi radicali sulla legittimità della violenza e sul senso della dignità dell’uomo nella cultura arabo-islamica.

 

Il MAO inoltre consiglia:

ANIMALI O DEI? CULTI E SIMBOLI TRA ANTICO EGITTO E INDIA
29 settembre, ore 18.00 | Museo Egizio | CHRISTIAN GRECO, ALBERTO PELISSERO

LA DISPUTA DEGLI ANIMALI CONTRO GLI UOMINI PRESSO IL RE DEI JINN
1 ottobre, ore 21.00 | il Circolo dei lettori | Sala Grande | letture di TOMMASO RAGNO | musica ANATROFOBIA

DAGLI HAIKU AI POKÉMON
Domenica 2 ottobre ore 15.00 | il Circolo dei lettori | Sala Grande | ANTONIETTA PASTORE, SUSANNA TARTARO con Fabiola Palmeri

CALENDARIO COMPLETO Torino Spiritualità

Nuova esposizione di opere nella Galleria Giapponese

Dal 3 maggio il MAO Museo d’Arte Orientale propone una rotazione conservativa di stampe e dipinti giapponesi. Le opere vengono nuovamente esposte dopo il necessario periodo di riposo nei depositi – al riparo dalla luce e in ambienti dal microclima ideale – che dura mediamente dai due ai tre anni. Gli otto kakemono (dipinti in formato verticale) riproposti nella sala principale al secondo piano forniscono una panoramica della produzione pittorica giapponese tra il XVIII e il XIX secolo: tra le opere più interessanti troviamo un trittico benaugurale del famoso Maruyama Ōkyo (1733-1795) e la vigorosa raffigurazione di un falco, simbolo del samurai. La pittura a inchiostro su carta “Orchidee fiorite su pendio roccioso” di Minagawa Kien (1734-1807) è un simbolo di raffinatezza e di tenacia del letterato confuciano nelle avversità della vita. Ma l’orchidea in Asia orientale rappresenta anche la primavera, e quindi l’esposizione di questo kakemono è molto adeguata alla stagione attuale. Nel lungo corridoio allo stesso piano viene presentata la seconda parte della serie “Le carte di Genji di Murasaki Shikibu” di Utagawa Kunisada II (1823-1880), dedicata al capolavoro della letteratura giapponese: Genji Monogatari, “Il racconto di Genji”. Il libro tratta della vita di Genji, uno dei figli che l’imperatore ebbe da una concubina, e racconta della sua vita amorosa, fornendo uno spaccato sugli usi e i costumi della vita di corte del tempo – siamo nel XI secolo. In sala sono presenti le stampe che sintetizzano in chiave moderna gli ultimi ventisette capitoli del romanzo. Al fondo del corridoio sono esposti alcuni trittici e surimono (piccole stampe augurali), oltre a tre bijinga (ritratti di belle donne) di Kitagawa Utamaro (1754-1806). Nel tokonoma della sala da tè, una rientranza rialzata presente nelle abitazioni tradizionali dove vengono messi in mostra oggetti di valore, è stato infine posizionato il grande dipinto “Tigre tra rocce e pini” di Kishi Ganku (1749 o 1756-1838), che chiude in bellezza la galleria giapponese del MAO.