Esperienza di specializzazione museale

Esperienza di specializzazione museale

Esperienza di specializzazione museale nell’ambito del “Progetto Professionalità Ivano Becchi”

Dal 20 luglio al 18 dicembre 2015

Tra luglio e dicembre 2015 ho potuto osservare a 360° gradi cosa significhi essere un curatore di un Museo d’arte orientale. In questi cinque mesi, grazie all’affiancamento del curatore dell’area Cina e Giappone, Marco Guglielminotti Trivel, ho potuto approfondire le buone pratiche conservative dei Beni Artistici di quest’area e migliorare il metodo di analisi e di ricerca per una corretta valorizzazione e presentazione delle opere.

Questo fondamentale periodo di specializzazione è stato possibile grazie alla commissione del “Progetto Professionalità Ivano Becchi”, bando annuale finanziato dalla Fondazione Banca del Monte di Lombardia, che mi ha selezionata tra 25 giovani considerati promettenti e mi ha permesso di migliorare le mie competenze in campo museale al MAO.

Nel corso di questi mesi ho svolto tantissime attività che andavano dalle consuete operazioni quotidiane, come il controllo dei livelli termo-igrometrici, ai più interessanti aspetti relativi alla ricerca e alla valorizzazione delle opere. Tra queste vorrei soffermarmi su quelle che mi hanno entusiasmato maggiormente.

Al primo posto metterei il periodo di analisi legato alle giade cinesi, di cui il Museo possiede circa 15 esemplari che coprono una cronologia molto ampia – dai più antichi dischi bi di epoca Neolitica (III mill. a. C.) ai complessi ornamenti compositi a forma di drago e fenice di epoca Han (II sec. a. C. - II sec. d. C.). Lo studio congiunto, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino, approfondisce la natura di questi manufatti attraverso l’analisi diagnostica e stilistica. Qui, non solo ho avuto la possibilità di approfondire significativamente le mie conoscenze sull’arte della giada, ma ho soprattutto potuto affinare le mie modalità di analisi e di ricerca.

Oltre a questo, ho preso parte all’organizzazione e al coordinamento di alcuni progetti in diverse fasi di realizzazione. Quello che mi ha coinvolto maggiormente è stata la co-curatela di “Impressioni Giapponesi – in dialogo con Monet”, una piccola esposizione sulle influenze artistiche tra Giappone e Francia nel XIX secolo: un’esposizione che tocca il mio percorso di studi nello specifico.

La mia passione per l’arte cinese inizia sin dagli esordi del mio percorso accademico, quando studiavo lingua e cultura cinese a Ca’ Foscari, per poi proseguire i miei studi sul campo. Durante i cinque anni trascorsi in Cina, ho affinato il mio livello linguistico e ho studiato arte cinese presso l’Accademia di Belle Arti di Pechino; poi ho cominciato a lavorare all’interno del distretto artistico 798, il principale sito dedicato all’arte contemporanea della città, e ho avviato una ricerca sull’arte di Wu Guanzhong (1919-2010) presso il Gao Minglu Art Research Center. Questo periodo è stato ricchissimo di spunti e di confronti con i maggiori esperti nel campo, anche se, gradualmente, ho compreso il mio forte interesse a non soffermarmi solo sull’arte contemporanea ma a concentrarmi sul piano museale –  per il quale mi sto specializzando da circa due anni.

Grazie a questa esperienza al MAO, ho compreso quanto mi piaccia questa professione – così poliedrica – e quanto sia incredibilmente interessante poter lavorare all’interno di un’Istituzione museale dedicata alla valorizzazione delle opere d’arte dell’Asia orientale.

Sara Bortoletto